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Case Study Sii Come Bill

Il Case Study di Sii come Bill. Una pagina satirica che trasmette buoni messaggi del vivere civile Online e Offline.

Dopo un po’ di tempo riprendo le mie interviste e case study alle realtà social più famose, seguite e/o interessanti.

Mi fa molto piacere ricominciare con questa bella intervista ad Andrea, il proprietario del profilo social Sii Come Bill, che ha la pagina su Facebook di Sii Come Bill e il profilo di Instagram.

Per chi non conosce questo profilo, Bill è il personaggio tipo con cui ci dovremo confrontare prima di fare una qualsiasi azione poco corretta nel mondo reale e in internet. Non aggiungo altro e lascio spazio all’intervista 😉 .

Case study sii come bill

Sii come Bill, umorismo al servizio della società

Questa realtà social è giovane, come il proprietario che ne cura i contenuti, realizza la grafica ecc. Però prima di svelarti tutto è bene che iniziamo con l’intervista così sarà stesso lui a spiegare come nasce e organizza Sii Come Bill.

Ciao Andrea, ho già spiegato a grandi linee chi sei e cosa racconta la tua pagina, però è più bello sentire da te. Presentati.

Ciao Enzo, come hai detto tu io sono Andrea e sono l’ideatore di Sii come Bill. È una realtà social nata per caso su Facebook e che da un po’ di tempo si sta affacciando anche su Instagram. La mia realtà social non tratta un argomento preciso, nel senso che Bill tende a dare messaggi del buon vivere su i social e, da un po’ di tempo, anche nella vita reale. Facendo critica di quello che accade e mostrandosi al pubblico della rete come colui che fa le cose giuste oppure come si dovrebbero fare.

Chi sono i tuoi utenti e a quale target ti rivolgi?

Guardando gli insight di Facebook sono per lo più donne con un età che va dai 18 ai 35 anni. Ottengono una maggiore interazione in termini di like, condivisioni ecc. Dagli utenti che si trovano in una fascia di età adulta.

Facciamo un passo indietro a quando tutto iniziò…

Si, il primo post l’ho pubblicato il 23/12/2015 lo ricordo bene 😉 iniziai con un post sulla pagina di Facebook. Iniziai perché non sopportavo (e non sopporto ancora) come le persone si comportavano su i social. Il primo post che ho pubblicato riguardava le fake news. Una cosa insopportabile.

Quali tool utilizzi per poter andare avanti nella gestione dei tuoi Social?

Per quanto riguarda la pubblicazione uso Facebook. Lo stesso vale per i dati statistici. La creazione delle vignette sono fatte con Paint, così da fare tutto in maniera rapida e veloce 😉

Come è iniziata la tua pubblicazione su Facebook?

All’inizio pubblicavo anche sette o otto volte al giorno. Per cercare di essere presente nei feed degli utenti, perché non utilizzavo (e non utilizzo) la Adv di Facebook. Adesso faccio uno o due post al giorno, anche perché è diventato un po’ difficile trovare gli argomenti giusti su cui parlare 🙂

Se non hai mai fatto Adv come hai fatto a far diffondere la pagina Sii come Bill?

Non ricordo bene come andò precisamente, però se non sbaglio quando feci il primo post (quello sulle fake news) l’ho condiviso all’interno del gruppo Inside The Jackall. Appena pubblicato lì dentro, diventò virale ebbe tantissime condivisioni, like commenti ecc. Da quel momento i numeri crescevano sempre. C’è da dire che il vero post virale fu quello dedicato alla guida dell’auto. Diceva che Bill usa le frecce, perché le persone non possono prevedere il futuro 😀

Come gestisci le conversazioni con gli utenti?

Cerco, per quanto mi è possibile di rispondere a tutti. Quando arrivano critiche distruttive e scarsamente edificanti, offensive ecc. Non le cancello ma le nascondo e non le rispondo. All’inizio, quando gli utenti erano più pochi e la gestione era più semplice, di solito condividevo la critica e li rispondevo con ironia, così da ottenere anche un ritorno d’immagine. 🙂

Problemi di plagio?

Si, anche quelli ci sono stati. Soprattutto all’inizio, quando le grandi aziende si impossessarono della figura di Bill per fare promozione a i loro prodotti. Alla fine la cosa si è risolta ritirando i post pubblicati e scusandosi per quel che avevano fatto. Dopo nemmeno un mese ho registrato il marchio così da non avere altri problemi. Oltre a questo ci sono tante pagine che copiano la mia, in questo caso ho già segnalato a Facebook; mentre per quelle che scimmiottano non ci sono problemi, anzi alle volte mi fanno anche ridere.

Da tutto questo ne trai profitto?

Il profitto proviene per lo più dai post sponsorizzati che mi vengono commissionati, ma non ne faccio molti, perché i miei utenti se ne vedono qualcuno in più cominciano a lamentarsi. Sul sito che ho segnalato prima, c’è il market del mio merchandising. Tra non molto inizierò anche una collaborazione con un azienda che fa promozione delle varie realtà social per poter vendere, partecipare a convegni ecc.

Bene…detto questo è tutto, credo che abbiamo parlato di tutto..e forse anche di più 😉

Grazie a te Enzo, e complimenti per l’intervista, completa e ben dettagliata 🙂

Guardiamo cosa c’è dietro Sii come Bill

Adesso per poter fare un vero e proprio case study, diamo i numeri di questa realtà social. I dati che adesso vedremo sono riportati all’ultimo mese di pubblicazione.

Case Study Social Media Generale

Il numero dei fan è davvero alto, come anche la discussione che c’è in Facebook della pagina, come si vede adesso la pubblicazione dei post è fermo ad uno al giorno, per un totale di ventidue al mese, ovviamente nel periodo preso in considerazione.

Case Study Social Media post

In questo grafico si nota il giorno in cui c’è una maggiore interazione con i post. In questo caso è il Lunedì. La Domenica, stranamente ha comunque il suo engagement, forse perché l’argomento è leggero e di domenica non si ha molta voglia di leggere cose serie e pesanti, ma si cerca un po’ di relax.

Case Study Social Media tipo di post

Questa ricerca era un po’ inutile farla..perché è palese che questo tipo di realtà social pubblica per lo più foto, è una realtà che nasce con le vignette e che va avanti grazie ad esse.

Conclusioni

Una pagina che non fa solo ironia ma che cerca di portare avanti un discorso di utilità sociale. Un progetto molto interessante per i valori che vuole trasmettere, ma soprattutto per il lavoro che un ragazzo (da solo) sta cercando di portare avanti. Le sue uniche armi? La testardaggine, la fatica, la creatività, tutto unito da un sogno e da una volontà che è solo da applauso.

Spero che questa progetto vada avanti e che cresca ancora di più 🙂

Questa è stata la mia prima intervista dal vivo…ebbene si, anche se non siamo della stessa città, ci siamo incontrati al Web Marketing Festival, e devo dire la verità mi ha fatto davvero molto piacere. Spero che ci saranno altre opportunità di poter incontrare lui e tanti altri proprietari di profili social, che cercano di rendere il mondo migliore…o almeno ci provano 😉

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